La foresta che cammina

Ogni anno a Satriano di Lucania potrete ammirare gli uomini-albero che camminano in paese. Una tra le 10 feste di carnevale più belle e particolari d'Italia.

La foresta che cammina – Satriano di Lucania

Ogni anno a carnevale ha luogo un particolarissimo evento: “La foresta che cammina“. Esso si volge a Satriano di Lucania, un piccolo ma grazioso paese in Basilicata, famoso per i suoi “Murales” e per aver dato i natali al pittore Giovanni De Gregorio detto “Il Pietrafesa”.

Recentemente il Touring Club italiano l’ha inserito tra le 10 feste di carnevale più belle e particolari.

Vi state chiedendo il cosa ha di speciale?
Bhè qui gli uomini diventano alberi,  vestendosi da “Rumita“.

Il Rumita

Non è ben chiaro quando questa leggenda abbia inizio, ma la figura del “Rumita” giunge da tempi antichissimi, quando uomini e Natura vivevano in equilibrio. Si tratta probabilmente di uno degli antichissimi riti arborei che trovano memoria in questa misteriosa terra: la Basilicata.

E’ un eremita che vive in simbiosi nei boschi. In coincidenza con l’inizio della Primavera scende in paese per chiedere l’elemosina ristabilendo un contatto umano perso durante l’inverno Questa figura silente è ricoperta completamente di Edera e bussa alle porte delle famiglie con il “Fruscio“, un bastone a cui sono stati legati dei rami di pungitopo, chiedendo cibo o denaro.

Il simbolismo

La maschera del Rumita con il tempo diventa un vero e proprio messaggio ecologista, utile per cercare di ristabilire un rapporto antico con la Terra. Anticamente la Natura veniva venerata e rispettata perchè grazie ad essa l’uomo riceve nutrimento e sostegno per vivere. Un monito per tutti coloro che hanno perso questa antica sapienza.

L’edera inoltre è legata al dio Bacco – Dionisio per i greci – il Dio arcaico della vegetazione che rappresenta l’essenza del creato.

La preparazione della maschera

Per questo evento è necessario una grande organizzazione. Ogni anno gli organizzatori si recano nei boschi circostanti a raccogliere edera ed pungitopo necessari per ricostruire la maschera. Si cerca di avere grande cura nella raccolta, il territorio deve essere rispettato e non saccheggiato.

Una volta raccolto il necessario, vengono preparate delle “gabbie” metalliche sulle quali poi viene fissata l’edera raccolta. Mani e gambe sono libere, mentre tutto il resto del corpo, viso incluso, è completamente oscurato dall’edera. Quest’anno i “Rumiti” sono 131 a rappresentare uno per ogni paese della Basilicata. Una vera e propria foresta che cammina.

Per le vie del paese

Gli uomini-albero vengono radunati e vestiti in un parco naturale che si trova in paese: Parco Spera. Da qui, una volta completata la vestizione parte la sfilata che proseguirà per tutte le vie centrali di Satriano di Lucania.
Prima di iniziare la sfilata si chiede al pubblico di rispettare un ossequioso silenzio.  Un urlo degli uomini-albero segna l’inizio della sfilata.  Ma solo dopo che l’ultimo dei “Rumiti” ha lasciato il parco, si può rompere l’inusuale silenzio.

Per le vie del paese il “Rumita” beve, balla e chiede elemosina bussando alle porte con il fruscio, ma senza dire una sola parola. Le famiglie offrono cibo o denaro per buon auspicio.

La sfilata degli uomini-albero termina nella piazza più bassa di Satriano. Qui tutti i 131 rumiti tornano ad essere di nuovo uomini. E’ l’inizio di canti, balli ed ogni genere di festeggiamenti di Carnevale.

Una festa ecologica

A dare valore a questa rappresentazione, l’evento è diventato negli anni sempre più “Green“. In tutto il paese, durante i giorni di festa, non viene utilizzata plastica “usa e getta” ma materiale biodegradabile. Mentre i gli alimenti sono quasi tutti a chilometro zero, convenienti e sani. Il rispetto verso la Natura diventa una scelta consapevole e molti apprezzano questo gesto gentile per l’ambiente.

#Piccola Italia è con voi.

 

La foresta che cammina si svolge ogni anno il sabato e la domenica prima del martedì grasso.

Per ulteriori info: Al Parco Lucano – Onlus

Ringrazio Rocco Perrone e Giuseppe Sileo per la loro ospitalità.


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