Urbania

La Chiesa dei Morti

Urbania - La chiesa dei morti

Avete mai sentito parlare della chiesa dei morti ? E del suo famoso “Cimitero delle mummie“? Bhè allora leggete qui. 🙂

Nelle vicinanze del “Ponte del Riscatto” c’è una chiesetta piccola piccola che al suo interno ospita un “cimitero” davvero singolare. Si tratta di una piccola cappella ( Cappella “Cola” ) risalente al 1300 circa dove sono presenti 18 mummie perfettamente conservate. La cosa incredibile è che il processo di mummificazione è avvenuto in maniera del tutto naturale. Lasciatevi raccontare questa storia.

Prima però vi devo parlare della Confraternita della buona Morte.

La missione di questa confraternita, nata nel V sec circa, è in primo luogo la carità e l’assistenza ai malati, ma anche garantire una degna sepoltura a tutti colori che non se la possono permettere.

Accadde che durante una risistemazione di una fossa comune del cimitero del paese, si scoprì che c’erano diverse mummie che apparivano in perfetto stato di conservazione. Stando ai registri del cimitero, quelle mummie erano decedute da almeno duecento anni, ma si presentavano conservate perfettamente.

Questa “scoperta” attirò l’attenzione del priore della confraternita Vincenzo Piccini, che era il farmacista-chimico della città. Piccini, viste anche le scarse conoscenze del tempo, pensò che qualcuno aveva scoperto un unguento in grado di conservare i corpi per impedirne la decomposizione. Decise quindi di studiare a fondo le mummie per scovare la fantomatica “pozione” che, una volta giunto il momento, sarebbe dovuta essere applicata su di lui ed agli adepti della confraternita.

In realtà, grazie alle nuove tecnologie, si è scoperto che questa mummificazione naturale era dovuta ad un fungo che disidratando i tessuti della pelle rallentava notevolmente il processo naturale di decadimento.

Se non siete persone impressionabili, vi consiglio di dare un occhio a questa particolare chiesa e ascoltare dall’abile guida le storie di quelle mummie, da priore Vincenzo Piccini vestito con la tunica bianca e nera, alla donna deceduta di parto cesareo, al giovane accoltellato nella veglia, fino allo sventurato che fu sepolto vivo in stato di morte apparente.

Piccola curiosità: nel 2002 fu realizzato un servizio anche dal National Geographic Channel in occasione del programma “The mummy road show”. Provate a cercarlo in rete. 😉