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| LA CITTÀ AMICA DELLE BAMBINE E DEI BAMBINI …CI ASCOLTA che questo sia colto con slancio ed innovazione da chi ha responsabilità amministrative e di governo. Ciò significa in primo luogo impegnarsi per rendere chiare e trasparenti le scelte che li riguardano, in ogni ambito di vita che li coinvolga, che coinvolga le loro famiglie, compreso lo stesso sistema scolastico e formativo. La partecipazione attiva nasce dalla conoscenza della realtà che ci circonda e dei meccanismi che portano a definire le scelte: la partecipazione dei più piccoli, non formale o strumentale, comporta una disponibilità del mondo adulto a tempi di decisione concordati, pause di riflessione più accoglienti, coinvolgimento ampio di diversi soggetti quali la scuola, le famiglie e, ovviamente, le istituzioni stesse. La partecipazione non deve essere fine a se stessa, ma deve far sì che chi partecipa possa incidere nelle scelte, nella trasformazione della propria città, del proprio quartiere, della propria scuola. E' un esercizio d'ascolto e di mediazione tra istanze diverse, anche passando attraverso piccoli e grandi conflitti, che fa bene ai piccoli, ai grandi e a chi governa: la democrazia ci guadagna e la comunità cresce più forte e coesa, perché le persone crescono consapevoli di aver contribuito a costruire qualcosa assieme. La costruzione di comunità passa inevitabilmente attraverso questo processo. Una città che ci ascolta presuppone un modello democratico che non si basa esclusivamente sulla delega data una tantum con il voto (che peraltro bambini/e e adolescenti non possono esercitare); piuttosto fa riferimento ad un modello di sussidiarietà dove le decisioni vengono delegate sempre al livello istituzionale più vicino alla vita delle persone: ciò implica il coinvolgimento dei diversi soggetti con tempi e procedure in grado di attivare seri e credibili meccanismi di ascolto “attivo”. La partecipazione dei cittadini, grandi e piccoli, non implica ritardi o rinvii, se attivata con le forme ed i metodi più idonei. Spesso i ritardi sono piuttosto determinati da decisioni prese lontano da sedi partecipate. Attivare forme di partecipazione reale richiede, però, una macchina amministrativa, ed in primis i suoi amministratori, disponibili all'apertura, al cambiamento, dotati di adeguata professionalità nel campo della negoziazione e della mediazione dei conflitti. Questa città ascolta anche i molti colori e le molte sfumature delle persone che vengono da culture diverse, le cose che ciascuno ha da imparare, da insegnare, da scoprire e da capire, le occasioni interculturali, il nostro futuro multietnico |